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Fibrosi polmonare

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Also called: IPF, cicatrizzazione dei polmoni, fibrosi ai polmoni, fibrosi polmonare idiopatica, malattia polmonare interstiziale, pattern UIP, polmonite interstiziale usuale

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Cosa significa

In profondità nei polmoni, l'ossigeno passa da milioni di minuscoli alveoli a una fitta rete di vasi sanguigni attraverso una parete di tessuto estremamente sottile. La fibrosi polmonare è una cicatrizzazione di questo tessuto di sostegno — l'interstizio — che con il tempo si ispessisce e si irrigidisce, proprio come una cicatrice sulla pelle diventa più soda del tessuto circostante. Man mano che la cicatrizzazione si accumula, i polmoni diventano meno elastici e le pareti ispessite rendono più difficile il passaggio dell'ossigeno nel sangue, motivo per cui il respiro corto ne è il sintomo caratteristico.

Perché compare in un referto TC o RM

La TC ad alta risoluzione è il principale strumento per caratterizzare la fibrosi, perché è in grado di mostrare pattern invisibili su una radiografia standard. Il referto descrive la localizzazione della cicatrizzazione (spesso alle basi polmonari e verso i margini esterni) e caratteristiche specifiche come la reticolazione (un fine disegno a rete), le bronchiectasie da trazione (vie aeree tenute aperte dal tessuto cicatriziale circostante) e l'aspetto a nido d'ape (piccole cisti raggruppate che danno al polmone una texture simile a un alveare sulla scansione). La combinazione e la distribuzione di queste caratteristiche aiutano a distinguere un quadro chiamato polmonite interstiziale usuale, associato alla fibrosi polmonare idiopatica, da altri pattern fibrotici legati a cause di fondo diverse.

Cosa significa di solito

La fibrosi polmonare non è una malattia unica, ma il risultato finale di molti processi diversi. Alcuni casi non hanno una causa identificabile e vengono definiti fibrosi polmonare idiopatica; altri sono riconducibili a malattie autoimmuni come l'artrite reumatoide o la sclerodermia, a esposizioni prolungate a sostanze come amianto, deiezioni di uccelli o determinate polveri, a certi farmaci, oppure a una precedente radioterapia. Indipendentemente dalla causa, la cicatrizzazione in sé è generalmente considerata permanente — a differenza dell'infiammazione, il tessuto cicatriziale non regredisce — anche se la velocità di progressione varia enormemente da persona a persona e da causa a causa, da anni di stabilità a un declino più costante della funzione polmonare. Si tratta di una diagnosi seria, che modifica il modo in cui la persona deve essere seguita e curata: proprio per questo identificare la causa di fondo è importante, poiché alcune cause possono essere trattate direttamente (eliminando un'esposizione, curando una malattia autoimmune), e oggi esistono farmaci specificamente rivolti a rallentare il ritmo della cicatrizzazione nella fibrosi progressiva.

Quando approfondire

Un reperto di fibrosi polmonare su una scansione va discusso con uno pneumologo, che in genere prescriverà prove di funzionalità respiratoria per misurare quanto è compromessa la capacità polmonare, indagherà su esposizioni lavorative e ambientali e sulla storia familiare, e talvolta richiederà esami del sangue per escludere cause autoimmuni. Il controllo nel tempo con imaging e prove respiratorie aiuta a stabilire se la cicatrizzazione è stabile o in progressione. Rivolgetevi tempestivamente a un medico in caso di respiro corto nuovo o in peggioramento, tosse secca persistente, stanchezza sproporzionata rispetto all'attività svolta, oppure labbra o polpastrelli bluastri, segnali che possono indicare bassi livelli di ossigeno.

Un modo semplice per immaginarlo

Il tessuto polmonare sano si comporta come un palloncino fresco ed elastico, che si espande e si ritrae facilmente a ogni respiro. La fibrosi è come se alcune zone di quel palloncino venissero sostituite da nastro adesivo rigido: le aree nastrate non si allungano come fa la gomma, così l'intero palloncino diventa più difficile da gonfiare e meno elastico nel complesso. Il nastro, una volta applicato, non si stacca più, motivo per cui le alterazioni sono considerate permanenti; ma quanto nastro si aggiunge nel tempo — rapidamente o molto lentamente — è esattamente ciò che i medici tengono sotto controllo.

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